Zombie 100 e le Black Companies!


Da agosto 2023 è presente un film a tema zombie molto divertente su Netflix. Lo zombie movie in questione è intitolato “Zombie 100 – Cento cose da fare prima di non morire”. Il film di produzione giapponese è del 2023 per la regia di Yusuke Ishida ed è tratto da un manga (quindi parliamo di un live action) da cui peraltro è stato anche trasposto un anime dal titolo omonimo, che tuttavia il sottoscritto non ha mai seguito.

Zombie Movie Commedia

Zombie 100 è uno zombie movie con toni per lo più da commedia, ma anche con un pizzico di dramma. Il film si apre con questo ragazzo, Akira Tendo interpretato da Eiji Akaso, eccitatissimo mentre si reca in azienda perché questo è il suo primo giorno di lavoro. Molto divertente il fatto che quando Akira esce di casa saluta tutte le persone che incontra augurando “Buongiorno!” ricorda quasi uno di quei tizi che hanno seguito quei training in cui ti insegnano a dire buongiorno in maniera molto energetica a chiunque incontri per riuscire a rapportarti meglio coi clienti.

Arrivato in azienda fa le conoscenze, tutto bene, sembra un sogno, gli spiegano le sue mansioni, il presidente gli presenta il direttore, i colleghi e così via. Ed è divertente che Akira fa la classica riunione di bevute con i colleghi e quando stanno per andarsene dal locale, quest’ultimo è convinto di stare per tornare a casa… ma è qui che il direttore gli dice che in realtà deve tornare in azienda e continuare a lavorare; quindi Akira si trova già al primo giorno che fa gli straordinari!

Il direttore sfruttatore di Zombie 100
Zombie 100

Allora comincia ad essere messo sotto venendo letteralmente schiavizzato dal direttore in questo ambiente tossico, rendendosi presto conto di trovarsi in una condizione di sfruttamento del lavoro. In Giappone si chiama Burakku kigyō (ブラック企業), essenzialmente significa compagnie nere o se preferite la traduzione anglofona Black companies.
Quindi la routine del povero Akira ormai è quella di svegliarsi, andare al lavoro, tornare solo per dormire, per poi ricominciare. Non riesce neanche a pulire la sua stanza che ormai è sottosopra. In pratica ormai è uno zombie

La storia vera però parte solo adesso; Akira si sta recando al lavoro come tutti i giorni e scopre che ci sono Zombie dappertutto e quindi se la da a game, ma ovunque corre si trova non-morti davanti e da dietro e qui fa molto ridere (anche perché questa è la scena d’apertura del film), inizia a gridare “konomama jya” che significa “di questo passo” io mi aspettavo che dicesse “verrò morso o verrò ucciso” ed invece quello dirà è “kaisha ni okore shimau!” ossia “farò tardi al lavoro!”.

Sfruttamento sul lavoro

E fa morire dal ridere questo fatto che lui non sia preoccupato della sua vita, ma di fare tardi al lavoro, giusto per sottolineare quanto è sottomesso a questa vita, come se temesse di più i rimproveri del direttor, piuttosto che l’essere in pericolo di vita. Ecco a tal proposito io l’ho visto in originale (anche perché non c’è purtroppo il doppiaggio italiano) e l’ho guardato con i sottotitoli in lingua giapponese dato che studio la lingua e devo dire che il dialogato è abbastanza semplice in generale.

Ti stufa leggere? Guarda il video!

A proposito di questo, una curiosità; il titolo originale non è Zombie 100 – Cento cose da fare prima di non morire ma bensì Zon 100 – Cento cose che voglio fare prima di diventare Zombie (questa chiaramente è la traduzione letterale del titolo giapponese – n.d.a), una piccola differenza!

Insomma il nostro Akira Tendo si rende conto di trovarsi in un’apocalisse zombie così quindi riceve un messaggio da una sua collega. Lui ha grande ammirazione per questa collega che a lui oltretutto piaceva ma non si era mai dichiarato. Sempre questa collega, al lavoro quando parlava con Akira aveva fatto capire che le promozioni che lei riceveva non erano dovute al fatto che lei fosse speciale, ma evidentemente c’era sotto qualcos’altro e inoltre aveva fatto questa affermazione dove diceva ad Akira “a volte ci dimentichiamo cosa vogliamo fare davvero!”

Comunque Tendo tramite un SMS la individua dato che la collega gli aveva inviato la propria posizione e insomma Akira la trova con il presidente dell’azienda, con la quale la collega andava a letto… però ormai per lei è troppo tardi perché è stata infettata così Akira Tendo si dichiara, facendo quindi una cosa che avrebbe sempre voluto fare ma che non aveva mai fatto fino a quel momento!

È qui che decide di scrivere una lista di cose da fare prima di diventare zombie iniziando piano piano a fare tutto ciò che è scritto nella lista; cose semplicissime come pulire la stanza, fare un barbecue, dipingere un murales, fare campeggio e così via!

Le cose da fare prima di morire

Una delle cose che lui ha scritto nella lista è quella di trovare questo suo amico Kenzo e di scusarsi perché qualche giorno prima in un locale ci aveva litigato accusandolo di una vecchia storia; Akira e Kenzo erano giocatori di football nella stessa squadra, e questo amico Kenzo aveva sbagliato in finale un passaggio per il nostro Akira facendo perdere la partita permettendo alla squadra di guadagnare solo il secondo posto.

Kenzo l'amico di Akira. Attore di Kenshin e Alice in borderland


Kenichi detto Kenchoo è interpretato da Shuntaro Yanagi, che era uno dei tizi che stava in Alice in Borderland nonché uno degli sgherri del quarto film di Kenshin samurai vagabondo, (se non erro uno degli sgherri di Enishi). Comunque sia Akira Tendo va in soccorso anche di questo amico, e questa a grandi linee è la trama di zombie 100 (mi rendo conto di non essere bravissimo a riassumere le trame di un film XD).

Ovviamente l’apocalisse Zombie è solo un pretesto per rimuovere tutte le differenze sociali e metterci tutti sullo stesso piano poiché in un contesto del genere, il ricco ed il povero sono allo stesso livello. Insomma siamo sempre bene o male sul modello creato da George Romero con L’alba dei morti viventi, remakizzato da Zack Snyder nel 2004 (peccato che quello faccia cagare!).

Questo modello è stato usato innumerevoli volte tra cui dal notissimo The Walking Dead, strepitoso fumetto ideato da Robert kirkman da cui è stata tratta l’ancora più famosa e omonima serie televisiva, di cui una prima stagione altrettanto clamorosamente strepitosa e poi una seconda stagione di tutto rispetto ed una terza modestina… Da lì in poi un declino totale che purtroppo ha rovinato l’immagine di questa serie che era partita alla stragrande e di cui io reputo la prima stagione una delle cose più belle nel panorama delle serie televisive americane (sempre parlando della sola prima stagione!).

Tornando a Zombie 100, qui l’utilizzo dell’apocalisse zombie è ovviamente un pretesto per raccontare lo schiavismo sul lavoro ma anche di come spesso siamo così oberati dal lavoro o dalle abitudini quotidiane che scordiamo di fare ciò che vogliamo davvero fare. A volte finiamo per vivere come degli zombie e non ce ne rendiamo conto.

Ora vorrei fare una parte spoiler. Quindi se non avete visto il film e non volete rovinarvelo fermate qui la lettura dell’articolo.

SPOILER ZOMBIE 100

Allora praticamente Akira Tendo trova l’amico Kenzo in questo Love Hotel. Sostanzialmente è un albergo per intrattenere rapporti sessuali. Kenzo è in netta difficoltà perché anche la tizia con cui stava avendo un rapporto sessuale si è trasformata in zombie, ma per fortuna è legata (una prostituta parrebbe) e insomma arriva Akira e lo salva scusandosi con lui e monstrandogli la lista.

Praticamente Akira in questa lista ha anche scritto una cosa; egli vuole diventare un Super Hero cioè un supereroe per salvare tutte le persone; questa è una cosa molto giapponese, il giovane che sogna di diventare un supereroee. Allora Kenzo e Akira vanno per la città trovando delle persone, le salvano, inizialmente almeno perché alcune di queste muoiono dopo essere state infettate.
Tra queste c’è una ragazza che si chiama Shizuka che aveva salvato Akira in precedenza in un supermercato. Questa ragazza vorrebbe rimanere sola perché secondo lei è meglio che ognuno vada per sé, però Akira e Kenzo riescono a coinvolgerla nel loro viaggio in cui praticamente fanno le cose che vorrebbero fare prima di morire, quindi anche Kenzo più questa ragazza, Shizuka, si prestano al gioco andando alle terme, facendo paracadutismo e tante altre cose.

Anche Shizuka inizia non solo a cambiare idea sul fatto di stare da sola ma anche lei scopre il piacere di fare cose che non aveva mai fatto prima e che avrebbe sempre voluto fare.

Così il viaggio continua; Akira aveva scritto sulla lista che praticamente per diventare un supereroe aveva bisogno di una muta per gli squali, cioè anti morso di squali, e quindi si dirigono in questo acquario, quando arrivano lì però trovano il direttore della società di Akira che praticamente grazie alla struttura dell’acquario è riuscito a creare una sorta di centro per rifugiati di zombie, in cui sfrutta come forza lavoro i rifugiati e sfrutta gli zombie come protezione dagli sciacalli.

È paradossale perché in questa situazione Akira si ritrova nella stessa situazione di quando lavorava sotto le dipendenze di questo direttore, costretto ad un lavoro massacrante e ad uno sfruttamento totale. Infatti questo direttore continua a sfruttare le altre persone, questa situazione fa ridere ma allo stesso tempo è anche avvilente, anche perché il personaggio del direttore è proprio un tizio detestabile, messo in scena veramente bene.

Quindi Akira si ritrova a lavorare sotto il direttore perché in fondo pensa che così almeno sono al sicuro però i due amici Kenzo e Shizuka Finalmente lo fanno rinsavire portandogli la lista per fargli capire che è meglio vivere rischiando di morire piuttosto che vivere da zombie.

Lo Squalo-Zombie

Quando Akira è finalmente rinsavito, ecco che entrano gli zombie nell’acquario e quindi la situazione degenera, allora Akira si mette in moto per salvare tutti, ma che cosa succede quindi? Dagli acquari esce uno squalo-zombie che fuoriesce dall’acqua, lì per lì, lo squalo sembrerebbe innocuo perché sulla terraferma non potrebbe fare niente. Se non fosse che questo squalo Zombie ha mangiato delle persone che sono diventate zombie nel suo corpo e dal ventre dello squalo iniziano ad uscire le gambe di questi altri zombie che gli sfondano il ventre e quindi gli creano de factp delle gambe.

Lo squalo-zombie

Questo squalo Zombie può camminare; gli effetti visivi non sono perfetti però sono accettabili soprattutto in un contesto del genere, allora l’amico di Akira, Kenzo, gli dice che ogni supereroe ha bisogno del suo costume e gli dà la muta quella anti-squali, la stessa che lui voleva prendere. Quindi inizia ad affrontare lo squalo e gli zombie lo mordono, ma lui oltre a sentire il dolore dei morsi non si infetta perché è protetto dalla tuta.

Insomma alla fine insieme al suo Team, che sono i suoi amici, riescono con un’azione combinata ad uccidere lo squalo, qui peraltro si ripropone la storia del passaggio dell’amico di Akira che appunto aveva sbagliato questo passaggio perché aveva tentennato troppo. Stavolta accade la stessa cosa perché devono uccidere lo squalo con questo affare elettrico che insomma deve essere passato ad Akira che c’ha la muta (e che quindi non può subire scosse elettriche!) e che lui dovrà trasmettere allo squalo Zombie. Quindi Kenzo deve fargli questo passaggio e questa volta non tentenna e gliela passa.

Akira salva anche il direttore nonostante sia la persona peggiore del mondo e che continua ad essere una m***a. Insomma Il film si conclude con Akira che vuole fare per lavoro il supereroe. Sono aspetti della cultura giapponese che ricordano anche seria recenti come My Hero Accademy o One punch Man. In conclusione non è un filmone Sicuramente, ma è molto carino, divertente ed interessante proprio per le sue tematiche. Quindi questo era Zombie 100 – Cento cose da fare prima di non morire.

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The King of Pigs: Il K-Drama della Vendetta

Dwaejiui Wang internazionalmente conosciuto con il titolo inglese The King of Pigs ossia il re dei maiali, è una serie della Corea del Sud, o K-Drama del 2022 che mi è stata consigliata da un membro del mio gruppo Facebook “La Taverna degli amanti di anime manga cinema e serie TV” (a proposito se non sei ancora iscritto fallo subito).

K-Drama Live Action

Questa serie coreana composta di 12 episodi e autoconclusiva, diretta da Kim Dae-jin, prodotta da Studio Dragon e Hidden Sequence per la piattaforma di streaming coreana Tving.

Il drama di cui parlo in questo articolo è in realtà un live action di un film d’animazione coreano del 2011 diretto da Yeon Sang-ho che altri non è che il regista di Train To Busan ma anche del suo prequel spinoff Seoul Station, di cui adoro entrambi i film. Seoul Station a me ad esempio era piaciuto moltissimo, per certi versi lo preferisco anche al capostipite.

Comunque sia il Drama coreano fatto con attori in carne d’ossa si differenzia per un bel po’ di cose dal film d’animazione, ma a questo ci arriveremo. Allora di che cosa parla The King of Pigs? C’è questo tizio Kwang Kyung-min interpretato da Kim Dong-wook che praticamente sembrerebbe aver ucciso la moglie; sulla scena del crimine una detective chiamata Kang Jin-ah interpretata da Chae Jung-an trova questo messaggio scritto da Kyung-min in cui praticamente invita un altro detective a fare qualcosa insieme.

Praticamente questo detective che è Jung Jong-seok interpretato da Kim Sung-kyu è in realtà un amico d’infanzia di questo presunto omicida.

Durante le indagini Jong-seok e la detective Kang si rendono conto che questo Kyung-min sta in realtà cercando di compiere una vendetta nei confronti dei bulli che lo hanno tormentato a scuola nel periodo delle medie dove era presente anche Jeong-seok, vecchio compagno di scuola di Kyung-min, anche lui stesso una vittima di questi bulli. Quindi Jong-seok e la detective cercano di fermare Kyung-min.

Il mistero si infittisce quando si scopre che in realtà a lottare coi bulli c’era una terza persona, un terzo ragazzino che sembra essere la causa che ha scatenato la vendetta di Kyung-min e parrebbe essere il motivo per cui lui stia tirando dentro il vecchio amico Jong-seok e questa in breve è la trama di The King of Pigs.

La serie ha una narrazione parallela; abbiamo da una parte il presente in cui c’è l’indagine e c’è Kyung-min che va a vendicarsi dei bulli ormai adulti, e la narrazione del periodo delle medie in cui vediamo Jong-seok e Kyung-min subire le angherie di questi nulli.

Guarda la mia video-recensione sul tubo!

Bullismo in Corea del Sud

Qui innanzitutto va contestualizzata una cosa. Qui in Italia o qui in Occidente, evidentemente la parola bullismo non so quanto renda effettivamente. In Corea del Sud come in altri paesi asiatici, il bullismo è un annoso problema. Il bullismo mostrato in questa serie come in altre, es. “Non si siamo più vivi”, “The Glory” e via discorrendo, non è il bullismo che magari si può immaginare un italiano.

Parliamo di forti aggressioni non solo verbali ma anche fisiche, persino di abusi sessuali, al punto da portare anche ragazzi al suicidio. Non è che da noi non ci siano queste cose però non sono sicuro che il termine bullismo da noi renda l’idea, perché succede che alcuni italiani guardando queste trovino esagerate le violenze mostrate. Non credo affatto che siano esagerate.

Il Drama live action rispetto al film d’animazione modifica molto il contesto; ne cambia la struttura trasformandolo da thriller psicologico, quale è il film d’animazione, ad un thriller vendicativo. Quindi qui nella serie ci sono personaggi che fanno mestieri differenti per una mera funzione narrativa.

La vendetta in The King of Pigs

Perciò c’è questo elemento della vendetta contro le persone ormai adulte che nel passato hanno compiuto questi feroci atti di bullismo cambiando completamente la vita della vittima o delle vittime. In alcuni aspetti ricorda anche quell’altra serie bellissima che è la già succitata The Glory, presente su Netflix. A tal proposito The King of Pigs che io sappia non è mai arrivata da noi.

Come dicevo poc’anzi, la serie rispetto al film d’animazione rimuove alcune parti oniriche che sarebbero state troppo assurde per una serie live action.

Anche se mantiene qualcosa in quel senso. Aggiunge anche dei personaggi funzionali alla narrazione e in molti concetti risulta differente. La cosa che mi ha stupito è che il personaggio scelto per il personaggio di Jong-seok ha una sagoma identica a quella del film d’animazione.

Comunque sia questa è una serie pazzesca capace di sorprendere ad ogni episodio. La serie come ho detto è incentrata sulla vendetta, quindi c’è questo cliché del “oggi il bersaglio è lui“, “poi c’è lui”, quindi tu in un primo momento sei convinto che la formula sia questa e invece… Io non voglio spoilerare ma quando lui va dai primi due bersagli a colpirli, tu ti aspetti che poi ci saranno gli altri bersagli ancora peggiori dei primi.

In realtà i bersagli che vediamo all’inizio sono i peggiori! E i flashback su questi primi bersagli anche dopo essere stati “espletati” nella parte adulta, noi continueremo a vedere i flashback da bambini quando questi bersagli continuano a bullizzare i nostri due protagonisti sfortunati; Jong-seok e Kyung-min, e perciò nonostante nella narrazione adulta i bulli, i peggiori, vengano puniti, noi continuiamo a vederli nella narrazione in cui sono ragazzini delle medie continuando a vederli mentre bullizzano i nostri protagonisti!

E questa cosa è pazzesca perché prima veniamo soddisfatti dalla vendetta, perché la serie ti colpisce nel profondo a vedere queste persone tormentate da questi bulli in quella maniera, quindi si ottiene soddisfazione a vedere Kyung-min vendicarsi con una vendetta spietata. Ma poi continuando a vedere gli episodi e guardandoli continuare a fare i bulli nei flashback delle medie è come se la vendetta del presenta non abbia cancellato nulla… come nella realtà!

La vendetta in The King of Pigs

Se per fare un esempio tu uccidi uno che ti ha fatto del male in passato, ciò non cancellerà quello che ti ha fatto in passato, e la serie dà proprio questa sensazione. Lui si vendica, ma quelle cose che ha subito sono ancora lì in loop nei suoi traumi.

Regia e messa in scena

La regia di Kim dae-jin è pazzesca ogni episodio crea uno stato adrenalinico sia nel passato che nel presente. gli attacchi dei Bulli e le risse sono messe in scena da manuale. Poi c’è la colonna sonora che mantiene la tensione a 1000. Ogni episodio mette un hype pazzesco per vedere l’episodio successivo.

Non è solo la vendetta, c’è qualcosa in fondo più grande tra i due protagonisti e la musica, mamma mia, in certi momenti è da brividi! Gli attori sono stati bravissimi, i bambini pazzeschi. In particolare quelli dei due bulli principali e di Jong-seok e Cheol. Le parti in cui vediamo le angherie dei bulli sono proprio crude!

Soprattutto perché Vediamo quanto pesa ai protagonisti questa situazione e quanto invece a questi bulli vada tutto per il meglio. Anche da adulti hanno vissuto come se niente fosse. Anzi hanno messo su famiglia e sono tutti tranquilli! Quindi manco a dire il karma… e invece le vittime dei bulli sono rimaste segnate per sempre, vanno dagli psicologi, hanno problemi in famiglia, hanno problemi nel lavoro.

Quindi la serie ti trasmette un senso di frustrazione e una voglia di vedere Vendetta. Insomma questo The King of Pigs è veramente una bomba, recuperalo subito e ti consiglio anche di vedere il film d’animazione.

Però ti consiglio di guardare prima la serie, perché secondo me ha dei colpi di scena pazzeschi.

Oltretutto, io trovo la serie molto più bella del film d’animazione (sicuramente mi avrà influenzato aver visto prima il drama, però io sinceramente lo reputo superiore al film di Yeon Sang-ho), e questo Drama entra di diritto tra le serie che ho adorato di più.

Differenze col film d’animazione

Potrei dire altre mille cose ma non voglio spoilerare una webserie quasi perfetta… quasi, perché c’era un punto in un episodio che non mi aveva convinto e che poi dopo aver guardato il film d’animazione ho compreso perché non mi tornava nella serie; sarebbe il punto in cui la polizia va a scuola a cercare Cheul…

È la scena in cui va all’obitorio con la madre, che secondo me nel drama ha poco senso per come è stata messa in scena, ed ho capito perché quando ho visto il film d’animazione! Avendo gli autori del drama cambiato delle cose, quella scena nel nel film d’animazione ha senso, nel drama penso proprio di no.

Per questo articolo è tutto, recuperati The King of Pigs perché è pazzesca, non credere neanche per un istante che queste serie valgano di meno di molte serie televisive americane. Anzi non fare l’errore che fanno molti di snobbarle e veditela. Poi se ti va lascia un commento sotto questo articolo per farmi sapere cosa ne pensi.

Quando Dragon Ball Super NON ci spiega più le trasformazioni!

Oggi è uscito il capitolo 100 di Dragon Ball Super a colori, ricordiamo disponibile alla lettura online (quindi in scan) in maniera gratuita sull’applicazione MangaPlus in lingua inglese (quindi niente scan ita, ma solo scan eng).

Ma non è del capitolo 100 di cui voglio parlare in questo articolo, anzi, facciamo un passo indietro, torniamo al mese scorso, quando è uscito il capitolo 99!

Dragon Ball Super: Capitolo 99

Il capitolo 99 di Dragon Ball Super adatta la parte finale del film Dragon Ball Super: Super Hero, per inciso il momento in cui Gohan carica il colpo finale e si trasforma in Gohan Beast, mentre piccolo prende un sacco di botte da Cell Max; il 99 diciamolo pure è un capitolo che si legge tranquillamente, adatta una parte che in tutta sincerità già nel film trovavo un po’ pomposa.

Un esempio di atto finale di film d’animazione che non apprezzo molto. Toyotaro allunga un po’ il brodo come ha sempre fatto in questa saga, potrei dire che questo e i 2 capitoli precedenti avrebbero potuto tranquillamente starci in uno… Ma cos’è che mi aspettavo da questo capitolo, o meglio, qual era la mia speranza?

Per chi mi segue su Youtube dove pubblico video come Il Recensore Delirante, ricorderà che ne abbiamo parlato moltissime volte io e DEllO nelle live (a proposito domani sera saremo in live per parlare del 100° capitolo!), e cioè che speravamo di vedere una spiegazione alla trasformazione di Gohan e possibilmente anche a quella di Piccolo.

Spiegazioni, spiegazioni everywhere!

La spiegazione di Piccolo come tristemente sappiamo, non l’abbiamo avuta neanche nel manga, e in questo capitolo fa il debutto la trasformazione di Gohan Beast… Questa sorta di Super Saiyan 2, coi capelli che un po’ ricordano la fase della trasformazione del terzo livello nell’atto della trasformazione (insomma quando non avviene in un microsecondo), però i capelli del Beast sono bianchi, in più ci sono altre piccole differenze.

La forma dei capelli è quella che abbiamo visto durante il Cell game quindi il primo Super Saiyan 2 che abbiamo visto! Purtroppo questa cosa di non spiegare le trasformazioni è un andazzo che Dragon Ball Super ha preso all’incirca dall’arco di Black nell’anime. Precisamente da quando Trunks si trasformò in quella specie di Super Saiyan 2 con l’aura del Blue (?), trasformazione denominata Ikari (o Rage), insomma dell’Ira.

Trasformazione che poi non abbiamo visto invece nella controparte cartacea, e che non ebbe alcuna spiegazione nell’anime; da lì in poi il patatrac, perché và detto, prima di allora le trasformazioni erano sempre state spiegate, a prescindere che possano piacere o meno. Ad esempio il Super Saiyan God è stato spiegato! A me non piace la genesi del Super Saiyan God, proprio l’idea di base non l’apprezzo, però la spiegazione c’è.

Quando le Trasformazioni ce le spiegavano!

Anche il Super Saiyan Blue ne La resurrezione di ‘F’ o nella controparte animata è stato spiegato a suo modo. Possiamo tutto sommato dire lo stesso per Golden Freezer… ci sta (…nzomma) perché comunque Freezer è un alieno con abilità trasformanti (fa ridere a proposito che questo si scelga i colori da solo!).

In ogni caso, il punto è che prima venivano spiegate, poi ad un certo punto è cominciato questo andazzo dove alcune trasformazioni non hanno uno straccio di spiegazione o di minimo accenno intuitivo. E così è stato anche per Orange Piccolo e Gohan Beast nel film Super Hero, ed adesso anche nel manga. Peccato io mi aspettavo che Toyotaro le spiegasse un po’;

Sappiamo che il drago in seguito alla modifica di Dende ha risvegliato i loro poteri sopiti con tanto di bonus, ok… Però perché Piccolo / Junior diventa arancione così??? Perché Gohan assume questa forma e c’ha i capelli bianchi??? Niente, non lo sapremo mai, i tempi in cui Toyotaro aggiungeva le spiegazioni nel manga per rendere più chiari alcuni papocchi dell’anime sono forse finiti? (al di là di tutte le critiche che gli si possono e si DEVONO fare, non si può negare che a volte abbia “corretto” o riadattato in maniera più dragonballiana delle cose).

Ma ora voglio la vostra opinione ditemi cosa avete pensato di questo capitolo 99 di Dragon Ball Super, se l’avete letto e cosa ne pensate di quello che ho detto io. Vi sta bene che Gohan Beast non sia stato spiegato neanche nel manga? O anche voi avreste preferito una minima spiegazione come il sottoscritto? Fatemi sapere e Commentate. Ed inoltre ditemi la vostra anche sul capitolo 100, o partecipate alla live domani sera!

BALLERINA: Modesto Action Coreano, Che Poteva Dare di Più!

Ballerina, un film dalle premesse molto interessanti…

Salve internauta, bentornato sul blog del Recensore Delirante! In questo articolo ti parlo di Ballerina; un film coreano del 2023 realizzato per essere distribuito direttamente sulla piattaforma di Netflix e diretto da Lee Chung-Hyeon. No tranquillo, stavolta non si tratta di una recensione di film pacco come L’esorcista del papa.

Trama di Ballerina

La storia parla di Ok-Ju interpretata da Jun Jong-Seo, una ragazza che fa di mestiere la Bodyguard e che capiamo subito dalla sequenza di introduzione che è una ragazza molto sola e infelice. Ok-Ju riceve una chiamata dalla sua migliore amica e scopre che si è suicidata; questa sua amica le lascia un biglietto di addio in cui praticamente le chiede di vendicarla, con un indizio su coloro che l’hanno portata al gesto estremo.

Ok-Ju che per mestiere ha una grande abilità sia nelle armi che nelle arti marziali, si mette alla ricerca di coloro che l’hanno portata a questo gesto. Lei tramite questo indizio rintraccia questo ragazzo e seguendolo arriva alla sua mansione, scoprendo nella sua casa che questo qui praticamente droga le ragazze e poi le violenta dopo averle filmate, ricattandole successivamente per sottoporsi a questi, diciamo pure “snuff movie”, con la minaccia di diffondere questi video agli amici e ai familiari, rischiando di distruggere la vita di queste ragazze.

Ok-Ju capisce che la sua amica Min-Hee ha preferito suicidarsi piuttosto che continuare a rimanere schiava di questo tizio, che ha il nome di Choi. Ok-Ju quindi fa in modo che questo Choi l’adeschi per portarla nel sopra menzionato hotel in cui questi tizi drogano le ragazze e le filmano, allo scopo di ucciderli tutti e vendicare la sua amica!

Succede tuttavia che all’interno di questo hotel, la protagonista scopra che Choi e gli altri sono in realtà dei membri di una gang malavitosa, quindi fugge dopo aver salvato un’altra ragazza che era all’interno di questo hotel e dopo che la stessa ragazza ha salvato la nostra Ok-Ju. E quindi inizia praticamente una battaglia tra lei, questo Choi e anche i membri di questa organizzazione. Questa era la trama di Ballerina.

Puoi anche guardare la mia video-recensione su Youtube!

Jun Jong-Seo

Allora prima di partire con l’analisi, ti debbo prima di che… Io adoro Jun Jong-Seo! Si tratta di quella giovane attrice coreana che ha recitato nel bellissimo “Burning – L’amore brucia” di Lee Chang-dong, che è anche il regista di altri filmoni come Poetry e Peppermint Candy. Però Jun Jong-Seo si è vista anche nel film The Call al quale ci arriveremo tra un po’, ma anche nel film americano “Monalisa and the Blood Moon”;

La regia di Ballerina

Lee Chung-hyeon che è il regista di Ballerina, aveva anche diretto per l’appunto The Call, che attenzione non è il The Call di Takashi Miike, ma trattasi di un film più recente. Il The Call di Hyeon è un thriller ad alta tensione che a me è piaciuto molto, benché non sia un capolavoro, però a mio dire è un ottimo film del suo genere. Lee Chang-dong dirige modestamente anche questo film Ballerina; è un film che nel finale mi è piaciuto abbastanza.

Però devo dire che rispetto alle premesse non mi ha convinto del tutto o meglio mi sarei aspettato di più. Il regista dirige modestamente, il film scorre ha anche buone coreografie e nel finale posso dire di averlo apprezzato.

Premesse ottime, sviluppi modesti

Tuttavia devo devo dire che rispetto alle premesse mi sarei aspettato un po’ di più nel senso che il film verso i 30-40 minuti giù di lì insomma, quando Ok-Ju arriva nell’hotel in cui ci sono questi tizi che filmano le ragazze ed inizia a lottare contro Choi, succede che qui secondo me il film fa il passo più lungo della gamba, cioè iniziano questi combattimenti che secondo me meritavano un approfondimento in più.

Ad esempio anche la vita di Ok-Ju prima di conoscere Min-Hee. Infatti ci sono questi flashback tra lei e l’amica in cui praticamente lei la reincontra dopo tanti anni, neanche la riconosce. Ok-Ju è infelice fino a quando la reincontra. Inizia Infatti tra loro una frequentazione. E questa amicizia inizia a consolidarsi; Ok-Ju è come se trova una ragione di vivere nel reincontrarla.

Se lo sviluppo tra le due ragazze è molto riuscito, ciò che manca secondo me è uno sviluppo di Ok-Ju prima di incontrare l’amica. Cioè mi riferisco al lavoro di Ok-Ju perché il film ti fa capire che lei è brava a dare i cazzotti e i calci nella sequenza iniziale del film però non ci fa capire bene che lavoro faceva. C’è giusto un accenno.

La Liceale senza nome e le Armi

Poi c’è anche questa liceale che lei salva in questo hotel (che poi in realtà è la liceale che salva lei, almeno in un primo momento!) e di questa liceale si sa poco e niente, se non sbaglio non non è riportato neanche il nome nei crediti… mi è sembrata un po’ tirata via la cosa.Anche se io credo che sia in parte voluto il fatto che di questa liceale non si sappia niente. È interessante che Ok-Ju trova nel difendere questa liceale un altro motivo per vivere dopo che ha perso l’amica.

Una scena che mi è piaciuta molto è quella dell’acquisto delle Armi. Quando arrivano questi vecchi in questa zona desertica che le vendono una varietà di armi per lo più vecchie malandate, le viene mostrato questo lanciafiamme, e c’è questa scena a distanza che è veramente efficace, e lì io ho pensato “Ok questa è un’arma che userà alla fine la protagonista, per forza!” ma non sto qui a spoilerare.

Conclusioni finali

È particolare la scena in cui lei scopre il motivo per cui la sua amica si è suicidata, perché lei aveva trovato in questa sua amica la ragione per continuare a vivere. C’è una scena in cui lei fa intendere che avrebbe voluto mettere fine alla sua vita perché era infelice era sola e quindi è per lei straziante che proprio Min-Hee che era la sua luce si è tolta la vita.

Insomma In conclusione non è un capolavoro, ma Ballerina È comunque un film di tutto rispetto che certo non mi ha convinto del tutto in alcuni punti e rispetto alle premesse mi sarei aspettato di più. Certamente non posso definirlo un film memorabile quindi consiglio di recuperare questo Action Revenge Movie.

L’ESORCISTA DEL PAPA: Il nulla oltre la comicità involontaria!

L’esorcista del papa: Recensione breve

L'esorcista del papa, il nulla oltre la comicità involontaria. Recensione e Analisi

Alcune settimane fa mi è capitato di guardare per puro caso un trailer di un film che sulla carta assolutamente non mi interessava, ma appena vidi il trailer mi decisi a voler guardare questo film, ma per i motivi sbagliati. Il film in questione è L’esorcista del Papa.

Il film del 2023 L’esorcista del Papa (The Pope’s Exorcist) di Julius Avery, uscito solo i pochi mesi fa al cinema, è tratto dalla figura di Gabriele Amorth che qui è interpretato da Russell Crowe… (non è che si somigliano proprio tanto eh!)

Comunque sia io non amo molto i film su possessioni esorcismi. Infatti persino “L’esorcista” di William Friedkin del 1973, pur essendo un capolavoro e pur dandone atto, non è mai entrato nelle mie grazie! Non è un film che mi viene voglia di riguardare proprio perché è un genere che non amo questo.

Quindi succede che io per caso guardo questo trailer già sicuro che non mi sarei interessato al film e però guardandolo non riesco a smettere di ridere, perché capisco già da subito che sarebbe stato un film involontariamente comico e che si sarebbe preso sul serio tantissimo. Quindi attesi che uscisse sulle piattaforme (col cavolo che andavo al cinema a finanziare questa roba!).

L’esorcista del Papa o L’esorciccio?

Devo dire che il film mantiene tutte le aspettative del trailer. Il film dato che tratta del Vaticano nonché di una persona italiana, ha anche delle parti ambientate a Roma; qui arriva la parte divertente perché padre Amorth interpretato, come ho già detto da Russell Crowe, gira per le strade in… Vespa!

Russel Crowe sulla Vespa! Per gli americani siamo siamo rimasti agli anni 60'

È vero che questo film è ambientato alla fine degli anni 80, ma gli americani devono evidentemente avere una percezione dell’Italia antiquata, arcaica completamente.

Cioè mi ha ricordato un po’ un momento di Boris, l’episodio dove praticamente girano una scena degli “Occhi del cuore” in Africa, ovviamente però non vanno a girare in Africa ma allestiscono un set, e l’Africa è rappresentata come una tendopoli, viene quindi spiegato che “facciamo la scena così perché è così che se la immaginano gli italiani!”, e quindi ho pensato che il regista di questo film L’esorcista del Papa abbia fatto lo stesso ragionamento: “facciamo l’Italia così perché è così che se la immaginano gli americani!”

Troppo pigro per leggere? Guarda la mia video-recensione su Youtube!

Una cosa bizzarra del film è il titolo perché si chiama L’esorcista del Papa cioè qualcosa che fa intendere che lui vada ad esorcizzare il papa stesso. In realtà lui è L’esorcista del papa nel senso che è l’esorcista prediletto del papa, che tra l’altro è interpretato da Franco Nero, qui con la sua vera voce. Credo sia in presa diretta, ma alcune scene sono doppiate da se stesso.

E insomma lui per conto del Papa va a fare un esorcismo in Spagna, e non dico qui le scene scopiazzate ovviamente da L’esorcista, con questo bambino che c’ha la voce demoniaca. La cosa che mi ha fatto ridere è che in alcune sequenze durante la possessione il demone inizia a dare di matto e ci sono questi tagli che spuntano sui muri tipo artigli e addirittura ad un certo punto c’è la madre del bambino posseduto che viene assorbita dal letto.

Da Padre Amorth a Freddy Krueger!

Cioè sono scene che sembrano uscite paro paro da “Nightmare” in particolare il primo Nightmare. La recitazione di Russell Crowe è proprio caricata a mille e Questo l’avevo notato anche dal trailer, e secondo me il doppiaggio italiano di Luca Ward lo ha caricato ancora di più perché c’ha questa voce molto impostata.

Le trashate dell'esorcista del papa

Il film è pieno di trashate incredibili, ma si prende incredibilmente sul serio. Poi ci sono delle scene assurde in queste catacombe che io sinceramente ho qualche dubbio che siano tratte 1:1 dai libri di Gabriele Amorth; ho qualche dubbio, ma non lo so!

Ma la cosa divertente è il finale perché praticamente loro dopo essere riusciti ad esorcizzare questo demone che possedeva il bambino che era Asmodeo, scoprono che per il mondo ci sono ancora centinaia di demoni potenti come questo Asmodeo, e che padre Amorth ed un altro prete che lo ha aiutato nel corso del film, devono andare a sconfiggerli!

Cioè il film ha questo finale che si apre quindi ai sequel proprio da saga cinematografica action! Questa cosa fa molto ridere e io mi chiedo ma veramente faranno una saga cinematografica con questo che va a fare gli esorcismi?

L’esorcista del papa è un film di possessioni che secondo me ha battuto la barriera del trash! Consiglio se siete un po’ masochisti come lo sono io di guardarlo, perché fa ridere, ma per i motivi sbagliati (ed io non ci ho visto del trash voluto, anzi mi sembra che il film si prenda molto sul serio!).

Cavernadiplatone: Dragon Ball GT – Riflessioni sul vecchio ed il nuovo

Dragon Ball GT – Il Recensore Delirante e Cavernadiplatone

Dragon Ball GT: Riflessioni sul vecchio e il nuovo (Super / Daima) e... Cavernadiplatone

Avantieri ho pubblicato un video nato in seguito ad uno scambio di commenti 1:1 con lo youtuber Cavernadiplatone (che seguo con simpatia da anni) sotto al suo video “Dragon Ball GT fa cabare” (dove caBare sta per caGare e l’anteprima riporta la scritta “la nostalgia ha un limite” con tanto di emoji cacchine su alcune immagini del GT, tra cui il povero Vegeta baffuto).

Tale video di Cavernadiplatone è uscito a pochi giorni dall’anteprima di Dragon Ball Daima.

E non è un caso che sia uscito dopo il trailer di Daima, perché esso ha ricevuto molte critiche di pancia e tanti paragoni con la serie GT (che ha subito una modesta rivalutazione negli ultimi anni, e ne parlerò più avanti), soprattutto per la questione Goku che torna bambino.

Quindi come accade sempre, succede che alcuni appassionati eseguano una “smitizzazione” del vecchio (in questo caso tutto quello che è stato prima di Super e Daima), riportandone i grossi difetti, per ricordare a chi critica il nuovo (Dragon Ball Super o Daima) che anche l’opera del passato non era perfetta, come ha certamente fatto qui Cavernadiplatone.

Goku e Vegeta bambini in Dragon Ball Daima

Smitizzare non è una cosa malvagia, anzi, tuttavia confesso di aver sempre storto il naso quando vedo che non si può criticare un’opera nuova di un brand del passato come Dragon Ball o pretenderne la qualità, senza che qualcuno ti faccia notare i problemi dei sequel precedenti, e non finiscia ovviamente (e succede sempre) di tacciarti come un nostalgico.

La replica di Cavernadiplatone

Premetto che io non ho avanzato alcuna critica a Daima, perché finché non vedo la narrazione non riesco ad esprimermi come si deve, anzi semmai ho avuto pensieri positivi sull’aspetto tecnico visivo. Comunque sia, esce questo video dello youtuber, ed io gli lascio il seguente commento: “anche andare a fare le pulci al vecchio (Dragon Ball GT) per far profumare il nuovo (Dragon Ball Daima) non è poi tanto meglio!”.

Cavernadiplatone (forse trovando il mio commento di natura provocatoria, anche se non lo era nelle mie intenzioni) non si fa attendere e mi risponde che devo “sucare”… Ehhh?!?!

Questo mi ha dato lo spunto per fare un mio video in cui espongo la mia riflessione e ove riprendo scherzosamente il nostro scambio di commenti : preciso, dato che ho ricevuto “solidarietà” da alcune persone che hanno trovato (evidentemente a ragione) offensiva la risposta del cavernone nazionale, che onestamente non me la sono presa, come si percepisce anche dal tono della mia video-risposta (che non è un dissing!). È poi anche possibile che Cavernadiplatone scherzasse…

Riflessioni – Il vecchio e il nuovo

Qui parte la mia riflessione che preciso si discosta dal video di Cavernadiplatone: questa è una cosa che vedo dai tempi di Dragon Ball Super, e qui siamo alla “reflexión” dell’articolo. Quando uscì Super, laddove si riscontrava un problema nell’animazione, nella storia, un’incongruenza, subito insorgevano i Paladini del controcorrente:

“Ah però anche nell’anime di Z c’era questo problema nell’animazione!”, “anche nel GT c’erano Le incongruenze!”, “E pure nel manga stavano un sacco di cacate!”

Ma anche se fosse mi devano andare bene i problemi del nuovo perché c’erano già nel vecchio? Giusto farlo notare per carità, combattere l’atteggiamento tipico “prima era tutto più bello!”, “quando ero piccolo io c’erano Kenshiro e L’uomo Tigre, altro che Peppa Pig!!” e così via… Sono d’accordo, ma si deve intendere una cosa; quando uscì “Star Wars VI: Il risveglio della forza” a chi osava criticarlo (non io!) gli venivano rinfacciati i problemi della saga prequel, non lo potevi criticare il settimo film, te lo dovevi fare andare bene, perché quello che era stato fatto prima aveva grossi problemi!

Curioso che poi quando sono usciti gli altri seguiti l’atteggiamento propositivo di questa parte del fandom verso questo reboot è completamente cambiato. Il punto è questo: se hai un errore vecchio ed un errore nuovo, questi due fanno patta? No, ne avrai due di errori! Pretendere di accettare i nuovi problemi solo perché ce n’erano già altri prima è come chiedere ad un arbitro che ha fischiato un rigore che non c’era, di fischiarne un altro che non c’è per la squadra avversaria! (che cavolo di paragone mi è venuto?).

Perché i nuovi sono avantaggiati

Io ritengo che dal nuovo bisogna sempre pretendere una qualità maggiore; non mi riferisco tanto all’avanzamento tecnologico ma proprio alla maturazione di chi arriva dopo! Quelli che arrivano dopo coi sequel sono sempre avvantaggiati, hanno la pappa pronta, perché sanno già cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato.

Quali sono i personaggi secondari da utilizzare e quali da scartare, sanno già cosa nel tempo le persone hanno amato di più di un’opera e cosa hanno odiato! Sanno esattamente cosa vogliono, hanno le fantasie e i crucci degli appassionati alla propria mercè, infatti “La Battaglia degli Dei” e quindi poi Dragon Ball Super, al di là di tutti i problemi che hanno avuto, i due hanno certamente imparato dal GT a non ripetere alcuni errori.

Dragon Ball Super ha imparato da Dragon Ball GT, capito Cavernadiplatone?

Ad esempio una cosa che la gente non apprezzò del GT fu la marginalità di personaggi secondari quali Piccolo, Yamcha, Crilin, Muten… In Super sono molto più presenti e la cosa viene particolarmente enfatizzata. Nel GT Vegeta c’è poco… c’è nelle parti più importanti, ma poco, soprattutto prima della fine, e fateci caso, quando Vegeta compariva nella serie GT, la serie si impennava, a riprova di quanto sia un personaggio funzionale.

Quelli di Super se ne sono accorti tanto che lo hanno fatto diventare il coprotagonista assoluto: lui e Goku ormai stanno sempre insieme, sono sposati! (a questo punto potrebbero intitolarlo anche Dragon Ball Yaoi xD). Una cosa che la gente non apprezzò del GT fu la frettolosità di molti eventi cruciali: Super Infatti è stato tante volte superficiale, molto più del GT, ma sicuramente non frettoloso nelle parti importanti.

Un altro aspetto di cui hanno fatto tesoro quelli di Super, che non dipende dal GT, ma semplicemente dal passare degli anni, è quello della famiglia, il fandom di questo tempo voleva vedere le scene familiari, i padri, le mogli, i bambini, i nipoti, e per fare questo si sono accollati un indicibile errore cronologico, quali quello dell’età di Goten e Trunks che non torna minimamente con l’opera originale.

Perché “Ehi ci servono i bambini piccoli per fare le scene di famiglia!” (storia vera!), e non solo non l’hanno corretto quando potevano ma ora ci hanno persino infilato una spiegazione retroattiva che però non torna… o perlomeno non per i Saiyan mezzosangue che abbiamo già visto crescere nell’opera originale!

I grossi problemi di Dragon Ball Super

Insomma è ovvio che Super in alcune cose sia risultato migliore del GT, o comunque più in linea con le aspettative dei fan! Perché avevano già il compitino pronto. Grazie al cavolo! Eppure tanti appassionati, giustamente, durante la prima visione di Dragon Ball Super riscontrarono che molte cose non funzionavano visivamente, registicamente, a livello di caratterizzazione, sonoro, di enfasi delle minacce e delle battaglie, problemi che in un prodotto nuovo sono secondo me un aggravante.

Cose che invece evidentemente funzionavano di più negli adattamenti animati del manga vale a dire Dragon Ball e Dragon Ball Z, oppure nel sequel che all’epoca fu massacrato senza attenuanti, Dragon Ball GT, tanto da farlo andare in piena rivalutazione (a proposito di Cavernadiplatone) generale del prodotto, non positiva, ma più moderata e nel mezzo.

(cosa di cui sono stato contentissimo perché ho sempre reputato validi molti aspetti di questa sfortunata prosecuzione sin dalla prima trasmissione su Italia 1).

Questo ha portato ad un certo punto gli autori di Super a fermarsi e chiedersi “Ehi ma non è che magari qui Dobbiamo rivedere un po’ di cose? Non è che forse forse le battaglie in questa serie sono importanti?” (basti vedere come hanno trattato la prima battaglia di Super, cioè quella tra Goku e Beerus sul pianeta di Re Kaio, per capirlo… <_<).

E signori l’avete visto voi stessi quanto è cambiato questo anime dopo la quarantina di puntate no? Avete visto quanta attenzione hanno dato all’arte e alle battaglie rispetto a prima no?

E con quanti aspetti registici visivi o caratteriali sono tornati indietro, e non per nostalgia (cioè non solo). Parlando in generale l’unico vantaggio che i nuovi sequel o reboot non hanno rispetto ai vecchi è la novità, e fare così tanti anni dopo un sequel, midquel, spin-off o chicchesia sia, comunque qualcosa di nuovo che sia all’altezza dell’opera originale, lo sappiamo, non è facile per niente!

Però auto-abbassarsi le aspettative e diminuire il senso critico, solo perché il vecchio non era perfetto, secondo me non è positivo!

INVENTING ANNA: Affascinante, ma con un finale discutibile!

Inventing Anna: Da come si è capito dal titolo, in questo articolo intendo parlare e fare una analisi (o recensione) di Inventing Anna, una miniserie realizzata nel 2022 e composta da nove episodi. Una serie Netflix molto interessante basata su fatti realmente accaduti e realmente interessanti, che ho riguardato con piacere in un periodo recente, ma con cui continuo ad avere un problema col finale.

Inventing Anna, affascinante ma con un finale che trovo discutibile! Analisi e recensione.

Inventing è una webserie ideata da Shonda Rhimes, quella di Grey’s Anatomy, un’autrice che quanto a uccidere i propri personaggi nelle maniere più crudeli e ridicole possibili potrebbe dare lezioni a George Martin, e chi ha seguito Grey’s Anatomy fino all’undicesima stagione sa di cosa sto parlando!

TRAMA DI INVENTING ANNA

Allora Inveting Anna è basata su una storia vera anche molto recente. La serie però si prende alcune libertà e tra l’altro lo mette sempre per iscritto in ogni episodio. È una serie che già la prima volta che l’avevo vista mi era piaciuta abbastanza, mi aveva affascinato, però come detto in introduzione, ha un finale che ogni volta mi lascia perplesso, ma ci arriveremo, ci arriveremo!

Vivian Kent è interpretata da Anna Chlumsky... ma è quella di Papà ho trovato un amico!

La storia parla di questa Vivian Kent (ispirata alla giornalista Jessica Pressler) che è una giornalista che in passato aveva commesso un madornale errore giornalistico e che adesso sta scrivendo un articolo su una presunta ereditiera tedesca, che è questa Anna Delvey.

L’inchiesta di Vivian mette in luce che questa Anna Delvey, il quale in realtà si chiama Anna Sorokin(a), non è in realtà un’ereditiera tedesca ma bensì un’abile truffatrice che è riuscita ad infiltrarsi in un mondo di persone altolocate facendo credere di essere una persona ricchissima.

La giornalista Vivian Kent è interpretata da tale Anna Chlumsky… Chi sarà mai?? Guardatela attentamente, scommetto che l’avete già vista!

Sì esatto, la bambina di “Papà ho trovato un amico” (My girl)!

Anna Delvey invece è interpretata da Julia Garner e della sua recitazione ne parleremo più tardi. Vivian mette sù questa inchiesta su Anna Delvey che nel frattempo è stata arrestata e si trova in galera perché su di lei pendono delle gravissime accuse di truffa, così Vivian la va a trovare in galera ed inizia a ricostruire tutto il percorso di Anna che l’ha portata fin lì. Perciò tra Anna e Vivian inizia uno strano rapporto…

Vivian è colpita dal fatto che Anna anche in galera si comporti come una persona altolocata nonostante ormai sia venuto fuori che lei non è chi dice di essere e continua a recitare anche lì il suo personaggio.

Anna Delvey in prigione continua a recitare il suo personaggio! (Anna Sorokin - Inventing Anna)

Quindi vediamo tutti i movimenti di Anna; come sono iniziate le sue conoscenze, come ad esempio con questo guru dell’auto-miglioramento o con questi tizi possessori di catene di abbigliamento di altissimo livello o con questa tizia, Rachel, che lavora per Vanity Fair, e così via!

ANNA DELVEY ED ALTRE SOLE!

Fyre Festival una delle fuffe più ridicole del mondo

Una cosa che mi è piaciuta della serie è il come hanno intersecato all’interno delle altre truffe che hanno sconvolto l’America, come ad esempio quella del Fyre Festival, non so se avete mai saputo questa storia di questo evento musicale che si doveva tenere su un’isola privata con centinaia migliaia di persone.

Quando poi tutte le persone sono arrivate lì, gli organizzatori dell’evento non avevano preparato niente, ed erano completamente impreparati, pertanto le persone sono rimaste lì sulla strada.

Se vi può interessare su Netflix c’è il docufilm “Fyre – La più grande festa mai avvenuta”, guardatela perché è molto interessante.

Un aspetto molto riuscito di Inventing Anna è l’interpretazione di Julia Garner su Anna Delvey; la parlata della Garner è veramente pazzesca soprattutto con quell’accento quasi “britannico” (da nobili). Ovviamente sto parlando della versione in lingua originale (inglese), io doppiata in italiano non l’ho mai vista, però avevo switchato ogni tanto e mi sembra che comunque abbiano fatto uno sforzo per mantenerlo. In ogni caso in originale è veramente pazzesca.

IL SOGNO AMERICANO DI ANNA SOROKIN

Guarda la mia video-recensione su Inventing Anna: https://youtu.be/ZGMBrwNGzrQ

Un altro aspetto che mette in luce la serie è la fissa del sogno americano e di come in certe realtà si giudichino le persone solo attraverso l’apparenza, o meglio, dal loro status apparente, e questo lo vediamo quando Vivian inizia ad intervistare tutte le persone che hanno avuto a che fare con lei e queste sembrano confermare di quanto lei sembrasse una persona affidabile, e sono ancora convinte che le sia un’ereditiera tedesca, ma senza avere alcuna prova per dirlo.

La maggior parte di loro la conoscevano solo da pochissimo tempo, quindi come potevano essere certi che lei fosse chi diceva di essere, soprattutto che fosse una persona affidabile? Qui mi viene in mente per forza di cose una scena de “I Simpson”, la puntata dove c’è il trilione di dollari che viene affidato al Sig. Burns in quanto “persona più ricca della città e quindi affidabile”! È una gag quella dei Simpson, chiaro, ma è una gag che riflette un modo di pensare, o no?

Il sogno americano di Anna Sorokina

Perciò Anna entra in questo mondo facilmente e quindi si becca le ospitate, persone che si accollano i suoi pagamenti quando vedono che la sua carta di credito magari non funziona per qualche motivo. Lei ovviamente quando questo accade, inventa sempre balle dicendo che il padre le ha tagliato i fondi o che c’è qualche errore con la banca, eccetera eccetera…

E ci sono persone che magari si accollano i suoi pagamenti senza poterselo permettere, solo perché si fidano dell’apparenza perché l’hanno vista al ristorante a ordinare cose costosissime, l’hanno vista anche offrire agli altri- Lei era anche solita fare regali, tipo a questa Rachel o a Neff, quest’altra amica che non è ricca ma si offre di pagarle un conto quando la sua carta non funziona.

LA VETRINA DI ANNA DELVEY

Perché tanto vedendo Anna indossare abiti firmati, girare in auto di lusso, alloggiare in hotel a 5 stelle, tutti elementi che portano i protagonisti di questa vicenda a fidarsi di lei, ad affidarle il proprio denaro, finché anche alcuni finanzieri o banchieri finiscono per crederle e ad affidarle prestiti di grandissime somme di denaro.

éer certi versi la storia di questa serie mi ha ricordato un caso italiano, quello di Fuffancella, “do you know?” non siamo a quei livelli, lì era tutt’altra cosa il discorso, però anche lì gente che affidava anche decine di migliaia di euro ad un tizio, ad un tale solo perché l’aveva visto in TV, perché girava con certe persone, per l’abbigliamento, per lo stile di vita apparente, e c’è una scena della serie che per certi versi racconta questa cosa.

Neff questa ragazza di colore che è diventata amica con Anna perché lei lavora in un albergo in cui proprio Anna alloggia, ad un certo punto mentre sono in un ristorante di lusso, le carte di credito di Anna non funzionano perché Anna non c’ha soldi. Quindi lo staff del ristorante sta per allertare le autorità, allora Neff nonostante lei non disponga di molti soldi decide di pagare per Anna convintissima che Anna in realtà abbia solo avuto un problema con le carte di credito, ed i soldi ce li abbia e glieli restituirà, tanto lei è ricchissima.

Neff Davis abbocca alla vetrina di Anna Delvey (Intenting Anna recensione e analisi)

Parlando con il suo ragazzo, le racconta che Anna c’ha un sacco di soldi ed il suo ragazzo la mette in allerta dicendole “Io credo che i ricchi ti mostrano i soldi quando ti vogliono distrarre da qualcos’altro!”, infatti questo secondo me è l’intero concetto di Inventing Anna. Anna Delvey è solo una vetrina la gente di quel livello la fa entrare nel proprio mondo solo perché abbocca alla sua vetrina

Ma poi il personaggio di Anna rappresenta quel tipo di persone ossessionate dal lusso e dal denaro. Persone che hanno un problema con la propria autostima, Anna Infatti non solo finge con gli altri ma anche con se stessa, lei è come se si convincesse delle sue stesse fregnacce, tant’è che continua a recitare quel ruolo anche in prigione!

FINALE DI INVENTING ANNA

Quindi passiamo alla fine: ed ecco cos’è che non mi piace! Allora farò ovviamente degli spoiler, per quanto si possa parlare di spoiler, dato che stiamo parlando di una storia vera. Nell’ultimo episodio vediamo la conclusione del processo per cui Anna è imputata, i capi d’accusa sono diversi, lì viene condannata per diversi capi d’accusa, ma viene assolta per il caso di Rachel.

Rachel è una donna che come Nef aveva pagato un suo conto salatissimo, di più di 60.000 dollari, in un lussosissimo albergo in Marocco, sempre perché ad Anna non funzionavano le carte di credito ed il personale minacciava di trattenere sia Anna che Rachel. A quel punto Rachel molto spaventata utilizza la propria carta di credito, anzi utilizza la carta di credito per la società per cui lavora.

Che cosa succede quindi? Viene fuori che Rachel è colei che ha fatto arrestare Anna alla fine, collaborando con la procura ed inoltre ha scritto un articolo per la società per cui lavora, più un libro sulle vicende con Anna. Quindi traendone un beneficio che le permetterà anche di ripagarsi i debiti che ha contratto per colpa di Anna. Ok, quando si scoprono queste cose Rachel passa da essere una vittima ad essere una colpevole perché ne ha tratto beneficio! Perché ha tradito un’amica facendola arrestare e via dicendo…

Rachel Williams passa da vittima a carnefine nella serie di Inventing Anna; non lo trovo giusto, oltre che narrativamente sbagliato!

Io sinceramente non riesco a capirla questa cosa nell’ottica della serie. Perché per quanto questa Rachel fosse una persona un po’ snob, un po’ opportunista, si è trovata in guai serissimi per colpa di Anna e ha fatto le uniche cose che poteva per togliersi dai guai. Invece no! Il messaggio che passa è che lei ha fatto la vittima ed è addirittura peggiore di Anna, tant’è che qui arriva la cosa assurda:

Quando Anna viene assolta dal reato di truffa per l’addebito sulla carta di credito di Rachel, poiché nessuno aveva obbligato Rachel a pagare per Anna, e fin qui ci siamo, succede che durante l’assoluzione vediamo Vivian e Kacy (la tizia del fitness che era amica sia di Anna che di Rachel) che inizialmente aiutava a Rachel, e persino i collaboratori del giornale di Vivian, esultare quando viene assolta Anna per questo capo di accusa! Tutti ad esultare “Evvai”, “Sì!”.

Ma è assurdo perché innanzitutto Vivian e soprattutto i collaboratori del giornale non erano dalla parte di Anna, loro stanno solo lavorando ad un’inchiesta, ma addirittura si vedono Neff, ma soprattutto Kacy, che sono contente dell’assoluzione mentre guardano Rachel come a dire “Schiatta maledetta!”.

È una scena assurda perché Anna Sorokin viene glorificata in questa parte finale, va bene che ha messo nel sacco delle persone che guardano solo all’apparenza, persone magari dal giudizio frivolo, sono quelle storie che a molti fanno ridere perché sono state truffate persone ricche. Però io dico in questa parte la serie assolve Anna. Pare che ci siano state polemiche anche nella realtà per questa cosa di Rachel, sembrerebbe oltretutto che la serie abbia raccontato cose anche non vere.

Però a prescindere da questo la Rachel rappresentata nella serie mi è stata mostrata come vittima e poi è diventata all’improvviso la cattiva, e questa è diciamo l’unica cosa della serie che non mi fa impazzire, ma per il resto è una serie molto affascinante, è una serie anche che ci racconta e che racconta l’America soprattutto!

Io insomma Inventing Anna la consiglio, ripeto peccato per il finale!

Che Cosa è Dragon Ball Daima?

Dragon Ball Daima: In molti si stanno chiedendo cosa sia questo “Dragon Ball Daima” di cui si sta parlando da ieri quando è uscito il trailer ufficiale di questo nuovo progetto animato.

Dragon Ball Daima che cos'è? E cosa c'entra Dragon Ball Magic?

Dragon Ball Magic

Ma partiamo dal principio. Da tempo giravano voci su un presunto webanime (anche detti ONA ossia Original Net Anime, ma ho il sospetto che questo termine giapponese sia in fase di estinzione) il cui titolo tuttavia non presentava la parola “daima” su cui fra un po’ ci arriveremo, ma bensì “magic”.

Infatti il titolo che ci si aspettava era Dragon Ball Magic, alla fine però Toei Animation ha diffuso il trailer con l’altro titolo. Va tuttavia detto che “daima” potrebbe indicare i kanji “大魔”, il secondo di questi significa “malvagio, demone, maligno” tuttavia è utilizzato anche per indicare maghe e stregoni, quindi potrebbe tranquillamente far riferimento alla magia.

Com’è stato il trailer?

Guarda la mia reaction a caldo del trailer!

Comunque passando al trailer (che come d’abitudine degli ultimi anni riporta con forza il nome dell’autore in storia, chara design e tutto quanto…) lo abbiamo visto tutti, e cosa possiamo dire?

Beh abbiamo visto un botto di cose!

Quello che scopriamo dal trailer è che a tornare bambini saranno tutti e non solo Goku e Kaioshin (forse più che Dragon Ball Daima doveva chiamarsi Chibi Dragon Ball!), c’è pure Vegeta, e vederlo piccolo vicino a Goku (che per l’occasione ha di nuovo il bastone nyoi!) non può che ricordare Goku Jr. e Vegeta Jr. alla fine del GT!

Ma oltre quello vedremo un altro po’ di cose sparse: un albero secolare (sarà l’Yggdrasill o lo Shinju di Naruto?), ammesso che sia un albero, più tizi sconosciuti, forse guardiani del tempo o simili (ormai la corrente narrativa dei vari Xenoverse o Heroes)…

Vediamo la torre di Karin e Il dio dragon Shenron (magari sarà lui che farà tornare bambino tutti quanti, come fece Red Shenron per Goku in GT a causa di Pilaf?

Vediamo anche Babidy e Majin Bu grasso più eventi già avvenuti, quali lo storico scontro tra Goku e Vegeta, ma sono curiosi loro vestiari! Insomma non è che si possa dire molto da questo tipo di trailer, pieni di robe e particolarmente velocizzati, ma possiamo sicuramente dire due cose sull’aspetto tecnico.

Disegni e animazioni di DAIMA

A livello visivo sembra molto convincente, pare facciano uso anche del 3D e lo stile di disegno mi sembra veramente bello!

Sappiamo che è coinvolto Katsuyoshi Nakatsuru, il vecchio character designer di Dragon Ball GT, ma anche della parte di Majin Bu di Dragon Ball Z

Katsuyoshi Nakatsuru torna per Dragon Ball Daima?

(che comunque aveva lavorato anche negli episodi precedenti della serie Z, si pensi all’episodio in cui vediamo Future Trunks SSJ per la prima volta contro Mecha Freezer).

Quindi il trailer a livello di animazioni non sembra per niente male, ora vorrei chiudere l’articolo rispondendo ad alcune affermazioni che ho letto.

Ho notato che molti hanno criticato questo progetto poichè avrebbero preferito avere l’adattamento animato della saga di Moro, disegnata da Toyotaro nel manga di Dragon Ball Super (che ricordiamo al momento è nell’atto finale dell’arco di Cell Max, che abbiamo visto nel film d’animazione Dragon Ball Super: Super Hero).

Premessa: a me non dispiacerebbe vedere l’arco di Moro adattato in anime, però solo a patto che vi sia una grossa rielaborazione e scrittura di buona della saga.

Perchè se ci devono essere quei dialoghi tra Goku e Vegeta che rovinano i loro sviluppi dell’opera originale (e rimango stupefatto che molti non abbiano notato le incoerenze caratteriali di questo arco), e aggiungo, se ci deve essere pure quel finale pessimo, e parlo dell’atto della sconfitta di Moro, che se la tengano pure!

THE GOOD MOTHERS: L’Italia quando produce qualità!

Giuseppina Pesce di The Good Mothers. L'Italia quando produce la qualità!

The Good Mothers: La serie che vorrei trattare nel seguente articolo è “The Good Mothers – Le donne che hanno sfidato la ‘ndrangheta”, quindi se nell’ultimo ho parlato di un drama coreano, vale a dire Celebrity, stavolta tratterò uno sceneggiato semi-nostrano.

È una serie presente sulla piattaforma Disney Plus che l’ha anche prodotta, diretta da Julian Jarrold ed Elisa Amoruso, tratta dal romanzo di Alex Perry. Di seguito ecco la mia analisi e recensione di questa webserie.

La prima cosa che mi ha incuriosito di questa serie è il fatto che parlasse di ‘ndrangheta, perché in Italia almeno, per l’impressione che ho avuto io, di produzioni che parlano di ‘ndrangheta, o che comunque ne parlano in questa maniera, non ce ne sono poi molte, o almeno a me è capitato di vederne davvero poche.

La trama di The Good Mothers

La serie di The Good Mothers tratta di queste donne adolescenti o giovani madri che, vivendo in un ambiente ‘ndranghetista, quindi mafioso, sono condannate ad una vita di segregazione, di mancanza di libertà, di regole maschiliste e completamente chiuse, per non dire troglodite, che le condannano quindi ad un’esistenza infernale.

Lea Garfola, cioè Micaela Ramazzotti in The Good Mothers. Leggi la recensione.

Le storie sono tutte tratte da vicende realmente accadute, benché comunque la serie si sia presa alcune libertà, inventando qualche personaggio qui e lì.

La storia parla di questa Lea, interpretata da Micaela Ramazzotti, questa donna che un giorno prende la figlia e fugge via dalla famiglia per entrare nel programma di protezione testimoni della polizia, ovviamente testimoniando contro la propria famiglia!

Dopo anni che Lea è stata via in questo programma di protezione testimoni in luoghi lontani e isolati, decide di tornare dalla propria famiglia, quindi di smettere di essere una testimone e di tornare in Calabria insieme ai propri familiari, perché quella vita isolata non riusciva più a sopportarla.

Era sempre sola, si sentiva abbandonata, la figlia viveva malissimo, ed anche lei, in più la famiglia ‘ndranghetista, il marito, la madre, la suocera, tutti gli altri componenti familiari cercano di convincerla che l’hanno perdonata, che loro sono cambiati, che la rivogliono in famiglia e così via…

Puoi visionare anche la video-recensione su Youtube: clicca qui!

Questo porta Lea a cedere, e a ritornare un giorno in Calabria con la figlia; il giorno stesso che questo avviene, la madre viene separata dalla figlia e scompare… Ovviamente è stata uccisa dalla ‘Ndrangheta! Allo stesso modo vediamo altre due famiglie in cui, anche qui, delle mogli di ‘ndranghetisti sono costrette a questa vita orribile in cui vengono completamente vessate.

Se si mettono un po’ di rossetto vengono prese a botte, se provano anche solo a rispondere agli uomini, questi le prendono la testa e gliela scaraventano nel piatto davanti a tutti, umiliandole! Insomma costrette ad una vita terribile.

La Livia di Suburra in The Good Mothers; leggi la recensione di IRD.

Allora, c’è questo magistrato, Anna Colace, interpretata da Barbara Chichiarelli, che sarebbe la Livia di “Suburra – La serie”, la sorella di Aureliano.

Praticamente la Colace individua una di queste donne e la convince ad entrare nel programma di protezione testimoni per farla testimoniare dato che lei svolge un grandissimo ruolo all’interno di questa cosca mafiosa.

La storia di Giuseppina Pesce

Insomma questa donna che si chiama Giuseppina Pesce (davvero esistente nella realtà!) inizia così il programma di protezione testimoni; inizia a parlare e partono dalle autorità i vari arresti contro la sua famiglia che ovviamente vorrebbe ucciderla immediatamente. Ella finisce in questa casa protetta lontano portandosi i figli, qui però inizia ad avere i primi problemi, infatti in questo posto sono completamente isolati.

Soffrono la solitudine, si sentono abbandonati, le giornate sono tutte uguali. I figli soprattutto soffrono terribilmente la mancanza di tutti gli altri parenti e oltretutto n on sono minimamente in grado di capire quale sia la situazione e cosa abbia portato la madre a prendere questa decisione.

Ma questa cosa tra l’altro l’ho sentita spesso dire da veri testimoni in alcune interviste in TV, in cui praticamente spiegavano che durante il programma di protezione testimoni si sentivano completamente abbandonati dallo stato, oltre a vivere malissimo la situazione perché vivevano soli in posti sperduti e spesso venivano spostati, quindi dovevano sempre ripartire da zero.

Questo è proprio il tipo di narrativa che The Good Mothers ci racconta e che infatti preferisco maggiormente!

La famiglia ‘ndranghetista di questa Giuseppina sta subendo gli arresti, loro ritengono oltraggioso quello che lei ha fatto (peraltro ancor prima aveva anche un amante perché il rapporto con suo marito non esisteva, ed oltretutto era pure in galera!). Che cosa fanno allora i familiari?

Trovano il modo di contattare la figlia adolescente, che è anch’essa nel programma di protezione testimoni, e fanno un lavoro di convincimento in modo tale che la figlia adolescente porti la madre a tornare indietro, facendo leva sul fatto che loro la perdoneranno e si dimenticheranno di tutto, quindi anche questa Giuseppina come Lea rischia di fare questo passo indietro che potrebbe portarla alla morte.

Una cosa particolarmente riuscita di questa serie innanzitutto, è il contesto dell’ambientazione e del dialogato che è molto realistico, si parla quasi sempre in dialetto calabrese.

Mi è piaciuta molto l’interpretazione di Valentina Bellè nel ruolo di Giuseppina, perché lei c’ha questa parlata particolare, lenta un po’ strana, che però in questo contesto funziona e rende il tutto realistico.

È un personaggio che vuole uscire da quell’ambiente, ma in qualche modo le sue ossa sono fatte da esso, quindi si ritrova sempre in bilico! Un altro aspetto molto riuscito di The Good Mothers, un aspetto che forse reputo decisamente superiore ad un “Gomorra” o un “Romanzo Criminale – La serie”, è il fatto che i mafiosi, gli ‘ndranghetisti, non vengano esaltati come personaggi da ammirare o con cui simpatizzare, anzi la sensazione è esattamente l’opposta!

Si rimane sempre schifati da questi uomini orribili completamente trogloditi, ed ancora peggio sono le suocere, le nonne, le sorelle, che sono completamente assoggettate a questo ambiente, non perché hanno paura, ma perché sono anch’esse plagiate da quel sistema.

Apologia mafiosa

Una delle altre vicende è quella di Denise (Gaia Girace) che praticamente è quella che ha perso la madre, Lea. Denise capisce subito che la madre è stata uccisa, non ci crede alle cavolate che le dicono il padre e gli altri parenti, ossia che la madre ha preso e se n’è andata così…

Quindi noi vediamo il padre che cerca in tutti i modi di portare la figlia a sé, per trasformarla in una di loro mettendole vicino questo ragazzo, Carmine; tra lei e Carmine ci sono diverse interazioni, si instaura dunque un legame tra i due finché però la vicenda porterà ad una rivelazione tragica, che purtroppo è anche reale.

La famiglia n'dranghetista di Lea Garofalo ossia Micaela Ramazzotti in The Good Mothers.

The Good Mothers – Le donne che hanno sfidato la ‘ndrangheta, è uscita pochi mesi fa ed è una co-produzione italo-britannica, ma devo dire che è molto “italiana”, ma nel senso positivo (non certo in quello di Stanis La Rochelle!), non ho mai percepito scene o narrazioni fuori dagli schemi italiani, anzi. Tutto è sempre contestualizzato nel nostro mood, diciamo così.

La serie è composta da 6 episodi da un’ora ciascuno, come ho detto è disponibile su Disney Plus, io la consiglio davvero, è forse una delle migliori serie che tratta il genere mafia, spero ti sia piaciuta la mia recensione, Il Recensore Delirante ti saluta!

CELEBRITY, TRA INFLUENCER ED INVIDIA SOCIALE!

Celebrity: Salve internauti, bentornati sul blog di IRD: da come si può intuire dai miei articoli, la mia intenzione è non solo di trattare anime e manga (o live action di questi ultimi), ma anche cinema e serie televisive di qualunque nazionalità (sceneggiati, fiction, telefilm o drama che siano) e di qualunque genere.

Celebrity, serie Netflix da vedere assolutamente!

Oggi vorrei parlare di una serie coreana presente in streaming in italiano su Netflix, intitolata “Celebrity” diretta da Kim Cheol-kyu e composta da 12 episodi; la serie è autoconclusiva, quindi non ha una seconda o una terza stagione per il quale vedere lo sviluppo delle vicende, tutto si conclude in un’unica trance di puntate, benché io non possa escludere un rinnovo che prosegua le vicende, ma lo reputo francamente improbabile vista la natura del finale.

L’ho vista circa 2 mesi fa e devo dire che Celebrity mi ha veramente appassionato, l’ho trovata davvero ben fatta (benché abbia certamente i suoi difettini) e spero venga vista da più persone possibili. Dividerò l’articolo in due parti; una parte breve in cui spiegherò a grandi linee di cosa parla, per chi non l’ha vista, e poi tratterò la sezione spoiler. Quindi siete avvisati, se non l’avete ancora vista leggete fino a dove indicherò (farò un’allerta spoiler al momento giusto)!

Preferisci leggere o guardare? C’è anche la video-recensione: clicca qui per guardarla!

LA TRAMA DI CELEBRITY

La serie si apre con questa ragazza chiamata Seo Ah-ri interpretata da una bravissima Park Gyu-young, lei peraltro è la stessa attrice che ha interpretato in un’altra serie coreana su Netflix, cioè “Sweet Home”, la ragazza con la mazza da baseball e che suona la chitarra. Lei, Seo Ah-ri è una influencer di successo che ha avuto più di un milione di follower sul social di Instagram, nel mondo della moda, famosissima quindi nel fashion e con un ruolo di punta nel ruolo di influencer, nella vendita di vestiario di marca.

Seo Ah-ri trasmette una live su Instagram in cui fa rivelazioni sconcertanti e mette in subbuglio un’altra serie di influencer su Instagram, delle ragazze che sono preoccupatissime per quello che dirà, e oltretutto sono stupite dal vederla in live per un motivo che verrà svelato alla fine del primo episodio.

IL MONDO DELLE INFLUENCER SU INSTAGRAM

Quindi questa Seo Ah-Ri inizia un racconto dove spiega come è diventata famosa, ed il mondo che la circonda e tutti i lati oscuri di esso, così insomma parte un flashback in cui la vediamo quando ancora non era neanche entrata nel mondo dei social; lei fa la venditrice porta a porta e reincontra questa amica Min-hye che praticamente adesso fa la influencer e conduce una bella vita.

Min-hye della serie Celebrity, leggi l'articolo

Min-hye appena la vede impazzisce: “ah Seo Ah-ri, quanto tempo! Come stai?” Questa Min-hye è convinta che la sua vecchia amica sia ricca perché infatti Seo Ah-ri quando era più piccola era molto benestante per via del padre che aveva un grande business nel commercio dell’abbigliamento.

Tuttavia ad un certo punto il padre è andato in bancarotta ed è passato a miglior vita, e da quel momentto la sua famiglia vive modestamente però sono molto indebitati, perciò Seo Ah-ri fa la venditrice porta a porta vendendo cosmetici, stile Avon.

Insomma, Min-hye la invita ad un galà solo per persone benestanti e facenti parte di quel mondo, credendo che lei sia ricca, quindi l’intenzione di questa Min-hye è sfruttare Seo Ah-ri per avere ancora più popolarità e per ottenere ancora più entrate. Seo Ah-Ri non vorrebbe andarci anche perché a lei non piace nascondere questo fatto che in realtà non è più ricca, però l’amica e la madre la convincono ad andarci.

La madre di Seo Ah-ri e l’amica peraltro sono appassionatissime di capi di abbigliamento, pergiunta seguono gli influencer su Instagram, la convincono quindi ad andare e la madre le dà un vestito che appartiene ad una sua cliente, poiché lei praticamente gestisce una tintoria per vestiti di altissima classe, quindi gliene dà uno di una cliente facoltosa, un vestito costosissimo, glielo fa mettere dice: “Vai lì, non ti preoccupare, così fai una bella figura!”. Seo Ah-ri non vorrebbe ma alla fine ci va, e che cosa succede?

Che al galà praticamente arriva un’altra influencer che litiga con Min-hye perché lei con altre persone l’avrebbe sputtanata online, e le avrebbe distrutto praticamente la sua carriera da influencer! Seo Ah-ri interviene e nella collutazione le finisce addosso del vino; quindi il vestito viene sporcato in maniera irreversibile e la madre è costretta a scusarsi con questa cliente, che è una donna ricchissima che ha come cognata una famosa influencer che peraltro fa parte del gruppo di Min-hye.

IL SUCCESSO DI SEO AH-RI

Seo Ah-ri di Celebrity ala galà delle influencers: leggi l'articolo

Questa donna in realtà quando scopre del vestito non fa niente e addirittura non vuole essere ripagata il vestito nonostante Seo Ah-ri si fosse proposta di ripagarglielo a rate lavorando duro. Così tra questa donna e Seo Ah-ri nasce un legame che diverrà molto importante per le vicende. Intanto questa Min-hye scopre che Seo Ah-ri non è più ricca e nel momento in cui lo scopre mostra la sua vera natura, quindi una persona molto falsa che guarda le persone dall’alto al basso, perciò rompe con la vecchia “amica” dopo averla peraltro umiliata insieme al suo club di influencer.

Qui oltretutto si vede tutta la falsità di queste ragazze che nelle loro dirette fanno tutte le persone comprensive ma poi nella realtà guardano tutti dall’alto al basso e si nutrono dell’invidia delle altre persone vivendo di fatto solo di apparenze! Ma è proprio qui che Seo Ah-ri casualmente grazie a Min-hye ed alcune altre vicende inizia a diventare popolare su Instagram iniziando a ricevere le prime proposte di collaborazione dalle società, per poi essere anche contattata da una compagnia che la farà crescere come influencer su Instagram.

Da qui in poi lei inizierà ad avere sempre più successo e Min-hye e le altre invece faranno di tutto per distruggerla; questa era la trama in generale (mi sa che mi sono protratto anche troppo!) questa serie, Celebrity, fa un vero e proprio spaccato sul mondo dei social e sul vivere di apparenza attraverso la rete; per fare un esempio c’è questa cosa delle persone che non perdono mai occasione di fotografarsi, quando ad esempio stanno vicino ad una macchina costosissima che però magari poi si scopre non essere neanche la loro.

Vi è ad esempio questa sequenza dove si vede un tizio che si fa un selfie vicino alla macchina finché poi non arriva il vero proprietario. Quindi il tizio in realtà non possiede quella macchina, ma sui social farà credere di sì! Oppure la tizia che si fa le foto con le borse di marca costosissime e poi in realtà quando finisce di farsi i selfie si scoprono essere dell’amica.

Celebrity mostra la competizione che c’è in questo mondo, ad esempio il club di Min-hye e le altre la “Gabin Society”; queste influencer tra loro fingono di essere amiche attraverso la rete ma in realtà si odiano a vicenda, e l’unica cosa che le lega veramente è l’odio nei confronti di Seo Ahri: loro odiano Seo Ah-ri perché non sopportano la sua sincerità e non sopportano che una che non aveva un soldo, il giorno dopo ha più successo di loro!

LOTTE DI CLASSE IN CELEBRITY

Celebrity è una serie che parla anche di lotte di classe come spesso vediamo in prodotti coreani. Queste donne tra l’altro nascondono il proprio passato perché in realtà la maggior parte di loro non era benestante da sempre, nonostante in realtà in rete facciano apparire di essere sempre state ricche.

Nella realtà molte di loro sono riuscite ad arricchirsi sfruttando il successo di altri appoggiandosi ad altre persone o facendo attività illegali, quindi sono influencer che vendono la perfezione su Instagram, ma sotto sotto nascondono tantissimi scheletri nell’armadio che se venissero fuori le potrebbero distruggere, e sono proprio gli scheletri che la Seo Ah-ri del presente inizia a rivelare piano piano nella diretta.

Gabin society, società delle influencers di Celebrity (Seo Ah-ri e Min-hye)

Un aspetto molto realistico di questa serie sono appunto Min-hye e le altre, perché mostrano un atteggiamento tipico di chi su internet si vende come persona di successo e ricca senza esserlo davvero, esprimendo poi uno snobismo verso tutti coloro che non sono né ricchi e né di successo, quindi un vero e proprio riflesso di se stessi! Invero è come se odiassero se stessi perché nella realtà non sono né ricchi né di successo, fingono solo di esserlo ma riflettono questo loro odio sulle altre persone; il loro fallimento lo riflettono sulle altre persone!

Un altro aspetto di Celebrity che tra l’altro viaggia anche sul drammatico ed il comico nella serie, sono i commenti. Praticamente Seo Ah-ri quando inizia a diventare di successo inizia ad essere anche bersagliata da alcuni hater soprattutto perché viene imbastita una guerra sui social contro Min-hye le altre, di conseguenza si creano delle fazioni che le vanno contro o che le vanno a sostegno. E fa ridere molto una scena con la madre che dice “Io l’ho difesa con tutti e otto i miei profili!”

Questo fa molto ridere perché è quello che succede nella realtà, le persone si creano più profili con nomi diversi spacciandosi quindi per più persone, e succede che quando scrivi con profili diversi dei commenti sotto ad un post, e lasci dei like, le altre persone penseranno che ci stanno più persone che stanno sostenendo quell’idea, quando in realtà è una persona sola dietro! Quindi anche questo è un fenomeno realistico e pertanto mi ha fatto ammazzare daL ridere questa scena della madre.

CELEBRITY, ALLERTA SPOILER…

Yoon Si-hyeon aiuta Seo Ah-ri in Celebrity

E ora passiamo alla parte spoiler. Se non volete proseguire per non spoilerarvi vi ringrazio per avermi seguito fin qui. Passiamo agli spoiler, una cosa molto riuscita di questa serie sono le interazioni tra i personaggi come ad esempio il rapporto che si crea tra Yoon Si-hyeon e Seo Ah-ri: Yoon Si-hyeon sarebbe la donna del vestito nonché la moglie dell’amministratore delegato di questo grandissimo studio legale; la Taekang. Ella è anche la cognata di una delle influencer della Gabin Society.

Questo rapporto è molto interessante perché Yoon Si-hyeon è stupita dalla sincerità di Seo Ah-ri, vivendo lei in un triste contesto di falsità insieme al marito e alla cognata, quindi questo porta Yoon Si-hyeon a venire sempre incontro a Seo Ahri, a spalleggiarla sempre di più fino ad arrivare ad andare contro al marito e alla cognata.

Infatti escono fuori grazie a Seo Ah-ri tutti gli scheletri, non solo di queste influencer, che iniziano a crollare piano piano, ma anche tutti gli scheletri di questo studio legale importantissimo, che per proteggere una delle influencer aveva cagionato la morte di un uomo al solo scopo di coprire un eventuale scandalo che colpisse la sorella influencer e la sua società.

COERENZA E REALISMO

coerenza e realismo in Celebrity la serie di Netflix

Celebrity mi piace molto perché devo dire che come altre serie coreane mantiene sempre una sorta di realismo nelle vicende, che rendono il tutto appassionante, nondimeno questo modo di mantenere la coerenza nell’indole dei personaggi: Cosa voglio dire? Spesso nelle serie americane e non solo, c’è da parte degli autori questa tentazione di far redimere i personaggi negativi, quindi personaggi che magari fino al momento prima non avevano alcuno scrupolo, all’improvviso iniziano a compiere una sorta di atto redentorio.

Invece in Celebrity ed in altre serie mi colpisce come i personaggi mantengano fino all’ultimo la loro linea, vale a dire che se sono delle merde di persone, rimarranno merde fino alla fine! Quanto alle parti finali la serie mi ha davvero tenuto col fiato sospeso, nonostante io avessi capito già alcune cose: per fare un esempio io avevo capito il fatto che l’amica di Seo Ah-ri, ossia Jeong-Sun, fosse una delle hater della protaognista; mi era venuto in mente perché avevo capito che era qualcuno vicino a lei.

L’IDENTITA’ DI BBBFAMOUS

l'identità segreta di bbbfamous è uno dei misteri più coinvolgenti

Però devo dire che qui secondo me la narrazione di Celebrity è stata un po’ confusionaria perché sembrava quasi che lei fosse “bbbfamous”.

Ecco questa figura bbbfamous secondo me è una delle parti migliori della serie; bbbfamous è un account su Instagram privo di qualunque informazione che faccia ricondurre al suo sesso, alla sua età ed alla sua provenienza. Questo bbbfamous aiuta Seo Ah-ri inizialmente a colpire le sue rivali (per così dire) e le dà dei preziosi consigli su come ottenere più successo, finchè poi le si rivolta contro.

Quando tuttavia si scopre che l’amica è una delle hater, forse è stata fatta volutamente confusione, ma sembrava come se si fosse scoperto che l’amica stessa Jeong-Sun fosse in realtà bbbfamous… Non so se questa cosa è voluta o se semplicemente hanno fatto confusione! Fatto sta che quando scoprono l’identità degli hater, Seo Ah-ri, almeno nella versione italiana, dice “Avete scoperto l’identità di bbbfamous?” Invece no!

Io per tutto il tempo mi sono chiesto chi fosse bbbfamous, e questa cosa è stata veramente pazzesca, come pazzesco è stato il mistero della Seo Ah-ri del presente, visto che lei in realtà dovrebbe essere morta. La Seo Ah-ri che fa le dirette mette davvero hype, io fino alla fine mi stavo chiedendo che cosa fosse accaduto, è una serie quindi che sa davvero appassionare, che spesso ti porta in una direzione e poi ti frega! Volutamente, nel senso buono!

IL MISTERO DELLA SEO AH-RI DEL PRESENTE

Il mistero della Seo Ah-ri del presente che cos'è? Un Deepfake?

La rivelazione di dove sia Seo Ah-ri. se sia davvero lei, è pazzesca. Io però l’avevo intuito che fosse un “deepfake”, perché la Seo Ah-ri delle dirette aveva queste strane movenze, e le scene all’interno dell’appartamento la riprendevano solo di profilo, da lontano, quindi mi era venuto il dubbio: “Vuoi vedere che in realtà questo è un deepfake?”.

Infine abbiamo la rivelazione di bbbfamous che era tra i misteri più potenti di questa serie.

Anche qui la serie ti inganna in più occasioni, perché ci fanno anche credere che sia quella donna che arriva ad un certo punto nel locale di suo marito e che in realtà è Wang Ro-La, quella lì che aveva litigato all’inizio con Biniimom, e che in realtà non c’entra con bbbfamous, è stata una mossa pazzesca da parte degli autori, perché hanno scelto un’attrice con un’espressività inquietante!

Comunque sia questo bbbfamous scopriamo essere in realtà una donna che vive in un appartamento piccolo, ma soprattutto completamente messo sottosopra, vivendo insomma in una condizione di barbonismo domestico. Infatti c’è a terra tutta la roba, l’immondizia ovunque, ci sono scarafaggi dappertutto, e questa ragazza lavora in un centro di massaggi per persone molto benestanti, quindi proprio le influencer che questa bbbfamous tanto invidia!

Ecco questo è un elemento di cui parla “Celebrity” ossia l’invidia sociale; questa ragazza infatti rappresenta il pubblico, quel pubblico che invidia gli influencer che vede su internet, soffrendo nel vedere persone che si vantano delle proprie ricchezze, si vantano di cose molto desiderate e che questo pubblico vorrebbe avere, finendo per soffrire perché conscio di non poter mai avere quelle cose in tutta la vita.

Questo porta spesso le persone a soffrire, ma porta loro anche a sfogare la propria rabbia nella rete sfruttando l’anonimato, facendo dell’hating il proprio scopo di vita! Ci sono davvero persone che si svegliano la mattina al solo scopo di scrivere cattiverie contro le altre persone, magari anche contro uno specifico personaggio pubblico, ci sono persone che sono davvero fuori di testa in questo senso. Ricapitolando, bbbfamous, passa la vita ad invidiare e a sognare quella vita, ma anche a disprezzare queste persone!

Questo lo vedremo in una scena finale abbastanza emozionante di Celebrity, quando Seo Ah-ri arriva faccia a faccia con bbbfamous e lì, alla fine, ella esplode in un discorso generale contro le persone benestanti che vantano le proprie ricchezze, i benefici ed i lussi su internet, creando disagio verso chi queste cose non se le può permettere!

In questo senso rientra anche l’amica di Seo Ah-ri che ad un certo punto inizia a scrivere messaggi d’odio non solo contro le nemiche dell’amica, ma addirittura contro Seo Ah-ri, perché lei stessa era diventata invidiosa dell’amica:

Alla fine in fondo, magari anche chi è umile, sotto sotto certe cose le desidera, che sia il lusso o la semplice popolarità, persino Seo Ah-ri che è di animo buono e non è certo una persona snob, riconosce in fondo di bramare il successo per ottenere così anche una sorta di rispetto! Ah, un altro elemento davvero riuscito è la colonna sonora, realizzata da Kim Junseok e Jung Serin, il duo che ha realizzato la bellissima colonna sonora di “The Glory”, e che anche qui con Celebrity secondo me ha fatto un lavorone!

DIFETTI DI CELEBRITY

L'incidente di Han Jun Kyung forse è un difetto della serie...

Ovviamente la serie di Celebrity ha anche alcuni difetti, ad esempio alcuni errori registici tipo diversi scavallamenti di campo, questo tra l’altro l’avevo già accennato nel video precedente. Poi ci sono delle cosette che non sono chiarissime ad esempio quando la società di Han Jun-kyung trova le prove contro la Taetang.

Diciamo che sono stati un po’ vaghi perché non hanno spiegato come hanno trovato queste prove, dove le hanno trovate, su cosa si basano insomma.

Anche Han Jun-kyung che dopo l’incidente si è risvegliato, porca miseria non c’ha manco un segno! Va bene che questo è ricco, però è proprio tornato col volto pulito e perfetto! Mi aspettavo qualche segno almeno. Insomma in conclusione questa secondo me è una serie davvero riuscita, stupenda, non perfetta, appassionante fino alla fine, con un certo realismo narrativo, benché poi verso la fine viri un po’ sul thriller, ma senza troppe sbavature a dire il vero!

E quindi io Celebrity la straconsiglio, nella speranza che venga vista da più persone possibili e che non rimanga nel sottobosco della nicchia come accaduto ad altre serie, o ad altri film asiatici. Purtroppo l’effetto “Squid Game”, “Non siamo più vivi”, non vale per tutte le sere coreane, bah!

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